Missione CUGS: integrazione di riprese UAS e regia per una dimostrazione sul campo

2 Novembre

Nel poligono di Nettuno è stata svolta la dimostrazione del sistema CUGS davanti a una platea di autorità militari, istituzionali e dell'industria, riunita in una sala conferenze a 3,5 km in linea d'aria. RAIT88 ha integrato le riprese di UAS (sistemi aeromobili senza equipaggio) e di sorgenti terrestri in una regia video centralizzata, validata prima in ambiente simulato e poi in condizioni operative. L'articolo ripercorre lo scenario, le criticità tecniche affrontate, l'approccio adottato e ciò che il caso mostra a chi deve integrare un sistema di broadcasting in un contesto operativo.

Scenario iniziale

La dimostrazione aveva lo scopo di presentare il sistema CUGS in condizioni operative. L'esercitazione si è svolta nel poligono di Nettuno, su un terreno ampio, mentre la platea, composta da autorità militari, istituzionali e rappresentanti dell'industria, la seguiva dalla sala conferenze, a 3,5 km in linea d'aria.

Questa configurazione ha definito il requisito tecnico di partenza. Su un terreno ampio nessun punto di ripresa offre da solo la visione dell'intera esercitazione: le riprese a terra mostrano il dettaglio da una prospettiva ravvicinata, quelle da UAS offrono la vista d'insieme dall'alto. A una distanza di 3,5 km la platea non poteva contare sull'osservazione diretta del terreno, quindi la visione dell'esercitazione dipendeva in larga parte dalla qualità e dalla continuità del flusso video tra poligono e sala.

La funzione richiesta rientra nel broadcasting tecnico UAS. Per broadcasting tecnico UAS si intende la trasmissione integrata di dati e video in ambiente operativo, con continuità e qualità del segnale. L'obiettivo era migliorare la consapevolezza situazionale della platea, cioè la comprensione di ciò che accade nell'area e di come evolve, mentre l'esercitazione era in corso. Il contesto presentava cinque caratteristiche:

  • un'esercitazione svolta in tempo reale su un terreno ampio, da seguire nel suo svolgimento;
  • una platea di autorità e rappresentanti dell'industria, distante 3,5 km in linea d'aria dal poligono;
  • più piattaforme, aeree e terrestri, che producevano flussi video in parallelo;
  • sistemi avionici già in uso, con cui la soluzione doveva dialogare;
  • condizioni ambientali e operative variabili, che non dovevano interrompere il servizio.

La sfida

La difficoltà principale è gestire insieme flussi video di origine diversa, mantenendo coerenza temporale e qualità, senza compromettere la continuità operativa. Le criticità emerse sono quattro:

  • Sincronizzazione e qualità del segnale: i flussi provenienti da UAS e da fonti terrestri devono essere integrati in modo coerente, altrimenti l'analisi perde efficacia e tempestività;
  • Regia e registrazione: la regia video deve garantire il controllo centralizzato dei flussi e la registrazione simultanea, per documentazione e revisione dopo la missione;
  • Compatibilità con i sistemi esistenti: i nuovi moduli di broadcasting devono interfacciarsi con infrastrutture eterogenee, mantenendo l'interoperabilità;
  • Trasmissione sicura e tempestiva: la gestione della banda disponibile, della latenza e della protezione delle informazioni pone limiti tecnologici che il progetto deve rispettare.

La banda è la quantità di dati che il collegamento può trasportare nell'unità di tempo. La latenza è il ritardo tra l'acquisizione dell'immagine e la sua visualizzazione. Le due grandezze sono legate: più qualità richiede più banda, e un collegamento limitato costringe a scegliere tra risoluzione e prontezza dell'immagine.

L'approccio adottato

La Divisione Avionica di RAIT88 ha progettato una soluzione integrata a partire da un'architettura modulare. La configurazione può essere adattata alle esigenze operative e un singolo componente può essere aggiornato senza effetti sull'intero sistema.

Le scelte principali sono cinque. L'architettura modulare garantisce flessibilità e scalabilità. Le interfacce standard tra UAS e sistemi terrestri riducono la complessità di integrazione tra piattaforme diverse. La regia video centralizzata, cioè il punto di controllo che riceve tutti i flussi e li gestisce insieme, abilita la registrazione simultanea dei contenuti provenienti da più fonti. I protocolli di comunicazione dedicati al broadcasting tecnico UAS rendono il flusso dati affidabile e riducono le interferenze. Il controllo degli accessi limita le informazioni al personale autorizzato.

La verifica è avvenuta in due tempi. La soluzione è stata prima validata in ambiente simulato, dove si controllano requisiti funzionali e prestazionali senza rischi per l'operazione. Poi è stata provata con test operativi nell'ambito della missione CUGS a Nettuno, in condizioni realistiche. Questa sequenza permette di individuare i problemi di integrazione nella fase in cui sono più facili da correggere.

I requisiti di sicurezza per la trasmissione e la registrazione dei dati video sono stati valutati fin dall'inizio del progetto, come parte della progettazione e non come aggiunta finale. La gestione delle interfacce tra sistemi avionici e infrastrutture di broadcasting è stata soggetta a controllo rigoroso, per evitare vulnerabilità e garantire la coerenza dei dati scambiati. Il monitoraggio continuo delle prestazioni consente di rilevare le anomalie e di intervenire prima che incidano sull'operatività.

Il risultato

L'integrazione ha portato i flussi video aerei e terrestri nella regia centralizzata, con una visione complessiva e sincronizzata dell'ambiente di missione. Chi coordina l'attività dispone di informazioni più complete e più tempestive. I risultati principali sono:

  • coordinamento operativo supportato da una visione sincronizzata delle fonti aeree e terrestri;
  • documentazione delle attività grazie alla registrazione simultanea, utilizzabile per analisi successive con immagini di qualità;
  • gestione più efficiente dei flussi, con un contributo al contenimento della latenza e una migliore qualità delle informazioni che arrivano ai centri di comando.

La soluzione è inoltre replicabile. L'impostazione modulare e le interfacce standard permettono di estenderla a scenari operativi analoghi nel settore Difesa, adattando la configurazione alle esigenze di ciascuno.

Le lezioni apprese

Il caso offre quattro indicazioni valide oltre la singola missione. La prima riguarda le interfacce: definirle con standard condivisi all'inizio riduce la complessità dell'integrazione quando le piattaforme sono diverse. La seconda riguarda la validazione: provare la soluzione prima in simulazione e poi sul campo. Questo separa i problemi di progetto da quelli legati alle condizioni reali.

La terza riguarda la sicurezza: la protezione dei flussi e il controllo degli accessi funzionano quando sono previsti con il sistema, non aggiunti dopo. La quarta riguarda la regia: in un contesto operativo la regia video non è un accessorio di presentazione, ma una parte del sistema che consente di coordinare, documentare e rivedere ciò che accade.

La missione CUGS a Nettuno mostra come il broadcasting tecnico UAS diventi uno strumento operativo quando riprese aeree, sorgenti terrestri, regia e registrazione sono progettate come un sistema integrato e verificate in condizioni realistiche. Un tema di approfondimento naturale è il rapporto tra qualità del video, banda disponibile e latenza: come si scelgono i parametri in funzione dell'uso del flusso.

L'approccio descritto nasce dall'esperienza operativa maturata da RAIT88 in contesti caratterizzati da elevata complessità tecnica e da dinamiche operative articolate.

*L'immagine che accompagna questo articolo è generata con AI, a tutela dei vincoli di riservatezza della missione citata